Con questa guida alla scelta dei colori e degli abbinamenti giusti per le pitture di casa, potrete rinnovare le stanze con un relooking fai da te, senza interpellare un interior decorator. I più abili potranno anche darsi al DIY nella tinteggiatura vera e propria, optando sia per tecniche decorative, sia per soluzioni particolari, come un decoro geometrico o floreale o una boiserie o un effetto tappezzeria.
Per ampliare visivamente un ambiente o definirne una zona, valorizzare un arredo, evocare un’atmosfera, il colore alle pareti può diventare un alleato impareggiabile… Ma per sfruttarne tutte le potenzialità di trasformazione degli interni, è fondamentale individuare quello giusto per tonalità e tipo di finitura. Se volete fare un relooking fai da te della casa a partire dal colore delle pareti, senza l’aiuto di un esperto di interior decoration che vi indichi i colori giusti da abbinare, non perdete questa utile guida con i suggerimenti dei nostri architetti su cosa bisogna sapere per tinteggiare casa (o far tinteggiare) con un criterio estetico davvero valido. In particolare:
Dipingere le pareti di casa può essere l’ultimo step di un intervento completo di ristrutturazione, oppure il punto di partenza per un relooking economico e poco invasivo, anche solo di un ambiente. In entrambi i casi, le possibilità tra cui scegliere sono così tante, sia in termini di resa cromatica sia di funzionalità dei prodotti in commercio, che è comprensibile la sensazione di insicurezza prima di prendere una decisione in merito, che dovrà anche durare qualche anno.
Tutto si gioca sul corretto equilibrio tra gusto personale (variabile con il peso maggiore, ma che non deve restare l’unica) e fattori oggettivi imprescindibili. Che vanno conosciuti, anche per rapportarsi in modo consapevole con i professionisti che eseguiranno il lavori.
La superficie spatolata liscia, in una rilassante tonalità di blu, presenta effetti chiaroscurali che aggiungono profondità e semplificano l’abbinamento con le diverse tonalità dei mobili già presenti. Il rivestimento Spazioresina coll. Spaziocontinuo di Litokol (www.spaziocontinuo.it) esiste in più di 2000 colori delle scale NCS e RAL (si possono anche sovrapporre più tonalità). Prezzo su preventivo.
Come ognuno di noi vede ogni colore è un mix tra fattori oggettivi e soggettivi. Ma ci sono sistemi codificati che aiutano a fare chiarezza
Sono tanti i fattori che incidono sulla percezione cromatica in generale e in particolare delle pareti di una stanza, che si possono accorpare in due ampie categorie: quelli esteriori, oggettivi, legati all’ambiente, e quelli interiori, relativi alla persona che osserva. Rientrano tra i primi la luce naturale (nei diversi momenti della giornata) e l’illuminazione artificiale, la tinta del pavimento e quella degli arredi. Fanno invece parte della sfera soggettiva la reazione biologica personale al colore, le associazioni che si fanno in modo più o meno cosciente, le influenze della cultura e della moda. Esistono però caratteristiche universalmente riconosciute e sistemi di classificazione che sono di supporto per creare una bussola per orientarsi con più sicurezza in questo mondo variopinto.
Per individuare senza possibilità di errore uno specifico colore sono nati dei metodi di catalogazione con valore universale. Nell’ambito dell’arredo e del design in particolare si fa di solito riferimento al sistema NCS® (Natural Colour System), ideato in Svezia più di 70 anni fa e basato sulla percezione, Ral, creato in Germania nel 1925 e in uso soprattutto nel mondo delle vernici, dei rivestimenti e dei materiali plastici e Pantone®. Ognuno ha caratteristiche proprie, anche se esiste la possibilità di convertire la tinta dell’uno nella scala dell’altro.
Le tonalità neutre creano uno spazio abitativo rilassante, e per rafforzare la percezione d’insieme, sofisticata e morbida, è bene introdurre qualche nota naturale ed elementi in legno. Ducoform di Duco (www.duco.it) è un’idropittura lavabile opaca dalla resa elevata e facile da applicare. La latta da 0,75 l costa 15 euro.
Nomi evocativi. Nell’antichità i colori erano qualcosa di concreto, derivato dal mondo della natura: piante, animali, terre o pietre. E i nomi di alcuni riflettono ancora oggi questa origine, basti pensare al giallo ocra, al terra di Siena, all’indaco.
Rosa cipria e verde salvia si alternano sulla parete e incorniciano la porta, creando anche un rimando al muro della stanza adiacente. Estate Emulsion Lichen 19 e setting plaster 231 di Farrow & Ball (www.farrow-ball.com distr. Marino Decorazioni www.marinodecorazioni.it) in latta da 5 litri costa 156 euro.
Nata da una piccola stamperia nel New Jersey, la famosa azienda americana è diventata negli anni un’autorità in materia e anche il brand di una gran varietà di prodotti. Oggi i sistemi colore che vi si riferiscono sono due: accanto a quello originario, il Pantone Matching System™ (PMS) ideale per stampa, packaging e digitale c’è il Fashion, Home + Interiors (FHI), consigliato per abbigliamento, tessuti, cosmetici, vernici, pelle: l’aspetto del colore può cambiare a seconda del materiale su cui è prodotto e del colorante usato.
A partire dal 2000 Pantone® ha iniziato a decretare il colore dell’anno: alla base studi di psicologia, ma viene analizzato tutto ciò che accade nel mondo, dagli eventi sportivi ai post su Instagram, alle passerelle di moda. Quelli del 2021 sono due, grigio Ultimate Grey e giallo Illuminating, e il vero significato sta nella combinazione delle qualità di entrambi, perché l’unione fa la forza. Il primo è simbolo di coraggio e resilienza, mentre il secondo è una nuance frizzante che evoca immediatamente l’idea del sole.
Appartengono al primo gruppo i colori che vanno dal giallo al rosso, mentre sono freddi quelli compresi tra blu e verde. Ci sono però anche varianti calde dei colori freddi e fredde di quelli caldi: il giallo conferisce calore, il blu freddezza. Informazioni preziose, quando si devono combinare le varie tonalità.
Nel corso del tempo, scienziati, filosofi e artisti si sono interrogati riguardo alla natura del colore e alla possibilità di creare un sistema in grado di dargli un ordine. Uno di facile lettura è il cerchio di Itten, dal nome dello studioso svizzero che lo inventò nel 1961.
Combinazioni È composto da un triangolo centrale che racchiude i 3 colori primari (giallo, rosso, blu), da tre triangoli creati dall’unione di questi a due a due, che formano i secondari (rosso+giallo=arancione, rosso+blu=viola, giallo+blu=verde). Il cerchio esterno è costituito da 12 colori, 3 primari, 3 secondari e 6 terziari (primari + secondari).
Il colore è un concetto complesso, che si esprime principalmente attraverso tre parametri:
Utilizzando come guida il cerchio cromatico, si possono accostare i colori in più modi:
60-30-10. Sono le percentuali usate da molti interior designer nella ripartizione del colore negli interni. Dove 60 rappresenta la tinta dominante, 30 una tonalità secondaria abbinata per analogia e 10 il contrasto, da riservare a dettagli minori.
La scelta cromatica non è soltanto un segno estetico, ma un momento fondamentale del progetto. Con vantaggi persino sul proprio benessere
Prima di passare alla pratica, anche affidando il lavoro a un’impresa, conviene capire qual è l’atmosfera che si desidera creare nella stanza. Per trovare le nuance più adatte, possono essere d’ispirazione la storia della casa e l’epoca in cui è stata costruita e comunque, se è nuova, i dettagli strutturali e architettonici dominanti. È bene valutare quanto spazio dare al colore, se renderlo l’unica presenza decorativa, o quella più importante, oppure se usarlo combinato a elementi ornamentali per pareti e soffitti, come carte da parati, boiserie, rosoni e cornici.
Tinte diverse, ma della stessa famiglia cromatica, dividono la parete in due, creando una quinta dietro il letto. Koala di Boero (www.boero.it) è l’idropittura superlavabile ad alta copertura, dall’elevato grado di opacità ed eccezionale punto di bianco. Con aspetto ricco, morbido e vellutato, la confezione da 0,75 l costa 13,95 euro.
Per individuare la tonalità corretta, occorre fare chiarezza su alcune questioni base:
Inoltre, anche se l’intervento di relooking riguarda un solo ambiente, è sempre bene tenere presente lo stile generale della casa e gli assi visivi. Questo significa che la stanza va valutata anche dalla vista che offre dai locali attigui. Il colore che si sceglie non va quindi considerato solo in sé, ma come parte di un progetto globale, in rapporto a quelli che caratterizzano le altre stanze, per creare anche richiami e assonanze.
Anche se oggi, rispetto al passato, c’è molta più flessibilità nell’attribuzione del colore ai vari ambienti, rimangono ancora validi alcuni criteri di buonsenso nel determinarne la scelta.
Questione di nuance Per esempio il blu, un tempo appannaggio di camere da letto e bagni, è un colore sempre più usato anche nel living, declinato in tonalità scure e profonde, e si sposa bene con arredi classici. Molto dipende dalle gradazioni: il rosso, per esempio, è da evitare nella zona notte ma, se proposto in una variante Marsala e ben dosato, può diventare uno sfondo alternativo anche per la testata del letto. Un altro colore che offre infinite possibilità è il rosa: delicato nelle nuance pastello e allegro in quelle confetto, trova applicazioni dalla camera dei bambini alla cucina. Nelle sfumature più bruciate, poi, è un’opzione raffinata e di tendenza anche per il living. Il verde è passepartout: nei toni più chiari, come il salvia, diventa base neutra, mentre nelle nuance intense mescolate con il blu, come il pavone, acquista valenze scenografiche.
Brillante o matt Non va sottovalutata poi la finitura superficiale del colore, perché incide sulla sua percezione. Se è opaca, assorbe più luce, quindi il risultato finale apparirà più scuro rispetto alla stessa tinta lucida.
Uniformità di bianco per pareti, zoccolino e porta, da scaldare con legno e altri elementi naturali . Silver Confort di San Marco (san-marco.com), idropittura a base di ioni d’argento, preserva i muri dal deposito di batteri e dalla muffa, senza rilasciare sostanze nocive. Il pack da 4 l, bianco, costa 49,72 euro.
Discreto e rassicurante, il bianco riflette la luce e amplifica gli spazi. Questo “non colore” può in realtà comprendere una vastissima gamma di nuance. A parte il bianco puro, che si tende a usare soprattutto per dipingere i plafoni, di norma lo si mescola a una percentuale di altri pigmenti .
Freddo o caldo Questa è la distinzione più importante, e consente di fare la prima scrematura, a seconda delle altre scelte cromatiche che ci sono nella stanza. Dipende dalla presenza, nella sua formulazione, di una parte di pigmento che vira in una direzione (verde, grigio o blu) o nell’altra (giallo, arancione o rosso). Se l’effetto a cui si mira è total white, bisogna anche tenere conto della resa del bianco su materiali diversi, come il legno delle porte o degli zoccolini: potrebbe non risultare perfettamente uguale.
È una tavola ispirazionale, realizzata manualmente tramite collage o digitale, che serve per raccogliere idee creative e svilupparle in modo armonioso. Può includere palette cromatiche, materiali in grado di trasmettere una sensazione non solo visiva, ma anche tattile, forme, volumi, elementi naturali. È utile per individuare uno stile complessivo degli interni, che risulti coerente sotto tutti i punti di vista, in particolare quello dell’abbinamento dei colori.
Smalto all’acqua di Wilson & Morris (www.wilsonmorris.it)
Accanto a quelli universali, ce ne sono di specifici per ogni esigenza sia dal punto di vista tecnico sia di stile, e sono sempre più green oriented
È usuale parlare genericamente di pitture per interno, ma ne esiste una numerosa varietà e ognuna possiede specificità peculiari, dalle classiche idropitture traspiranti alle superlavabili, fino a quelle definite “problem solving” e alle decorative. A queste si aggiungono gli smalti e le resine, finiture speciali che devono essere applicate da professionisti. La scelta del prodotto si deve basare chiaramente sull’effetto estetico ma contano anche la superficie murale e il tipo di ambiente.
Tra i più antichi materiali per l’edilizia, sono alla base – in varie percentuali – di prodotti che si distinguono per la traspirabilità e, quindi, per il comfort termico che garantiscono. Le superfici così trattate mostrano leggere alonature e con l’aggiunta di pigmenti minerali e terre si ottengono colorazioni profonde, morbide e materiche. Occorre però tenere in considerazione che sono più delicate e meno lavabili di una classica idropittura.
Imperfezioni e crepe del rivestimento a parete, che crea l’illusione dello scorrere del tempo, sono “difetti” cercati che diventano punto di forza. Il cotto per il pavimento è la scelta più coerente. Calcecruda di Novacolor (www.novacolor.it) è a base di argille purificate. Per interni ed esterni, è prodotto con risorse rinnovabili. Al mq costa a partire da 80 euro.
Il termine indica generalmente tutti i prodotti per verniciare che presentano tra gli ingredienti, come solvente, l’acqua. Oltre a questo, le formulazioni si possono differenziare anche in base alla destinazione d’uso; la finitura è opaca o semiopaca.
La prima distinzione è tra idropitture traspiranti e lavabili/superlavabili. lCon struttura a poro aperto, le prime lasciano “respirare” il muro, quindi sono indicate per i luoghi umidi e, di norma, per i soffitti, in modo da garantire un corretto circolo dell’umidità ovunque in casa. lQuelle lavabili e superlavabili, data la maggiore quantità di resina, hanno una struttura a poro chiuso che le rende più resistenti al lavaggio.
Si trovano poi formulazioni specifiche per il tipo di superficie da dipingere, come il cartongesso, o per le caratteristiche della stanza, come quelle anticondensa. l Infine, un argomento oggi molto sentito riguarda l’impatto ambientale, per cui è sempre più controllata l’emissione di sostanze organiche volatili (VOC) e in generale di elementi potenzialmente inquinanti. Per i prodotti più virtuosi esiste la classificazione A+ (secondo il Decreto n° 2011-321 del 23 Marzo 2011) che attesta l’attenzione dell’azienda sia per chi applica il prodotto sia per chi vivrà poi gli interni.
Classico e chic, il binomio blu e bianco per il bagno funziona sempre perché è fresco e luminoso. Efficace la striscia a led che risalta nella nicchia scura. Dursilite di Mapei (www.mapei.com) è declinato nella versione Plus, idropittura resistente alla formazione di muffe, Matt, idropittura con una bassa presa di sporco e Gloss, smalto dall’effetto liscio e semilucido. Prezzo su preventivo.
La maggior parte dei produttori dispone di mazzette anche divise per tipologie che corrispondono a migliaia di colori. Individuato il ciclo applicativo, la tinta e la quantità, si passa alla fase di colorazione.
I prodotti di preparazione, detti anche primer, facilitano la stesura e l’aggrappaggio (l’aderenza) della pittura e rendono più durevole il risultato finale. Sempre utili, diventano addirittura indispensabili quando le pareti non sono in perfette condizioni e se si passa da un tipo di pittura a un altro.
Fondo coprente universale di Luxens è ideale anche per muro, pareti in gesso e cartongesso. Il barattolo da 1 l costa 7,99 euro su www.leroymerlin.it.
Dall’aspetto lucido o opaco oppure satinato, la loro peculiarità è quella di essere molto resistenti, duraturi e poco sensibili all’abrasione, cui si aggiunge un altissimo potere coprente. Indicati quindi anche per gli ambienti umidi come il bagno e dove si richiedono superfici lavabili e smacchiabili, per esempio la cucina.
Smalto brillante Acrimax di MaxMeyer (maxmeyer.it)
Rientrano in questa definizione formulazioni con una resa estetica particolare, che richiama altri materiali (cemento, legno, pietre naturali, metalli ecc.) di cui a volte riproducono anche la sensazione tattile. Di norma richiedono fondi e utensili specifici per l’applicazione, che deve essere affidata assolutamente a un esperto.
Pittura metallizzata bronzo di Obi (www.obi-italia.it)
Un posto speciale tra le finiture spetta alle resine, superfici continue da applicare anche a pavimento. Esistono tipi con cicli applicativi semplificati e, a seconda dei componenti, sono adatte anche per i bagni e persino all’interno doccia. L’aspetto finale può presentare estetiche diverse, come i tipici segni lasciati dalla spatola.
Resine di Drama Resine (www.dramaresine.com)
Si ringraziano per il contributo tecnico gli esperti di Cromology (www.cromology.it)
Il colore può diventare strumento progettuale, da utilizzare per risolvere problematiche legate alla percezione dei volumi
Attraverso l’analisi di ambienti diversi – ingresso e corridoio, zona giorno, cucina, zona notte e studio – ecco un approfondimento sull’uso della pittura a parete per intervenire in modo mirato sul progetto di interior. Sono tante le strategie che si possono mettere a punto, dall’inganno prospettico alla campitura, tenendo sempre presenti nozioni di base, semplici ed efficaci. I colori scuri, e il nero in particolare, rimpiccioliscono, perché assorbono la luce; al contrario, bianco e colori chiari, riflettendola, ingrandiscono; le righe verticali ampliano l’altezza e quelle orizzontali la larghezza; le linee diagonali producono fughe prospettiche che, a seconda della direzione, possono comprimere o dilatare lo spazio. Oltre che sulle pareti e su porzioni di queste, si può poi intervenire sulla colorazione dei soffitti.
Una tendenza consolidata è dipingere soltanto la porzione di muro più bassa, come fosse una boiserie, in questo caso in grigio scuro. La fascia alta, bianca, si fonde con il soffitto, ampliando così la percezione delle dimensioni della stanza.
Non è così facile rompere la monotonia di un corridoio lungo e stretto. La mancanza di luce naturale è compensata da colori chiari e dall’illuminazione a soffitto, una striscia a led che evidenzia il volume e delimita lo spazio dell’ingresso.
L’orientamento della stanza fa risuonare in modo diverso lo stesso colore, ecco perché bisogna tenerne conto e giocare quindi con le diverse gradazioni cromatiche. Se un ambiente è esposto a nord e quindi riceve poca luce solare diretta, è preferibile usare tonalità neutre con sottotoni caldi, che verranno compensati dalla dominate fredda della luce naturale. Al contrario, nei locali molto esposti alla luce solare diretta (orientati a sud) è preferibile utilizzare tonalità fredde o neutre con sottotoni freddi, evitando quelli eccessivamente saturi in favore di tinte polverose e desaturate. Le stanze esposte a est ricevono più luce diretta alla mattina, che via via diminuisce nel pomeriggio: valgono le stesse indicazioni dell’esposizione a nord. I locali orientati a ovest ricevono più luce nel tardo pomeriggio e beneficiano di una luce calda, pertanto sono preferibili tinte neutre con sottotoni freddi o tinte fredde. Queste indicazioni valgono anche per il bianco, dove far prevalere la componente calda o quella fredda.
Quando si studiano gli abbinamenti cromatici, va determinata la porzione che sarà assegnata alle diverse tinte nella realtà, perché la resa finale cambia notevolmente. Per riuscirci, meglio fare un disegno in scala per immaginarne il risultato.
L’alta fascia dipinta in grigio verde di due pareti contigue definisce la zona conversazione all’interno del soggiorno, che risulta così ben distinta rispetto alla mini area studio. Tutto il resto è in una tenue tonalità beige rosata, mentre il plafone è bianco, per dare luce.
L’altezza della fascia colorata permette di appendere al suo interno i quadri
Abbinamenti. Più gradazioni neutre – dal grigio al beige – creano un involucro rilassante, da impreziosire giocando con diverse texture di complementi e rivestimenti.
I giochi prospettici risultano efficaci anche quando sono ottenuti accostando due tinte neutre: basta una lieve variazione cromatica per cambiare percezione
Ecco come rendere vivibile e arioso un piccolo studio (la parete con la finestra è larga 160 cm). Le campiture più scure nella porzione inferiore dei muri più lunghi determinano un’illusione ottica che dilata lo spazio in larghezza. Il soffitto lasciato bianco si fonde con la porzione superiore dei muri: in questo modo la stanza sembra più grande.
Anche il progetto di arredo deve essere coerente, specie se si tratta di piccoli spazi
Scorte e avanzi Può tornare utile avere il codice colore utilizzato per tinteggiare: basta fare una foto della latta. La pittura nel contenitore aperto, se ben sigillato e puro, dura mediamente un anno (solo qualche mese se diluito).
Le righe creano un effetto dinamico, attirano l’attenzione: l’occhio così viene distratto dall’altezza del soffitto e le dimensioni della stanza vengono riproporzionate nel senso dell’altezza (se sono verticali, come nella foto a sinistra), oppure della larghezza se orizzontali (immagine a destra). In entrambi i casi sono destinate a una sola parete e giocate sull’alternanza di due totalità neutre, le stesse presenti negli altri elementi della stanza. Tutto in equilibrio, concorre a creare un’atmosfera soft e accogliente.
La sfida, in questo mini appartamento con ingresso sulla cucina, era quella di definire con il colore le due zone in assenza di divisioni in muratura che avrebbero sottratto spazio prezioso. La tecnica usata è quella del color blocking che consiste all’accostare due o più campiture a contrasto. In tema, le sedie.
Densa e avvolgente, la porzione irregolare colorata introduce un audace cambio di ritmo
Abbinamenti. Protagonista il verde pavone (verde con una percentuale di blu), rischiarato dal bianco e addolcito dal rosa della lampada, scelto in una nuance desaturata.
Si ringrazia l’architetto Lia Lovisolo per la consulenza e le immagini degli interni da lei realizzati. Lia Lovisolo/Liadesign, Instagram: @lialovisolo, www.liadesign.it
Tratto da Cose di Casa cartaceo del mese di aprile 2021